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Ablazione della Fibrillazione Atriale a Firenze

L'ablazione transcatetere è una delle principali strategie di controllo del ritmo nella fibrillazione atriale. L'obiettivo è ridurre le recidive dell'aritmia e i sintomi attraverso l'isolamento elettrico delle vene polmonari, utilizzando tecnologie come la radiofrequenza o la Pulsed Field Ablation (PFA).

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Che cos'è l'ablazione della fibrillazione atriale?

L'ablazione della fibrillazione atriale è una procedura cardiologica interventistica eseguita mediante cateteri introdotti nel cuore attraverso il sistema venoso. Nella maggior parte dei pazienti, l'obiettivo principale è l'isolamento elettrico delle vene polmonari (Pulmonary Vein Isolation, PVI). Le vene polmonari rappresentano infatti una delle principali sedi da cui possono originare gli impulsi elettrici che innescano e sostengono la fibrillazione atriale.

Attraverso l'ablazione vengono create lesioni controllate attorno alle vene polmonari, in modo da impedirne la comunicazione elettrica con l'atrio sinistro. A seconda delle caratteristiche della fibrillazione atriale e del substrato cardiaco, la strategia può essere ulteriormente personalizzata.

Quando è indicata l'ablazione della fibrillazione atriale?

L'indicazione all'ablazione viene definita individualmente considerando il tipo di fibrillazione atriale, la presenza e l'intensità dei sintomi, l'età biologica, le altre patologie cardiovascolari, le dimensioni e le caratteristiche dell'atrio sinistro, la risposta o la tollerabilità ai farmaci e le preferenze del paziente. Può essere particolarmente appropriata nei pazienti con fibrillazione atriale sintomatica e ricorrente, quando la terapia farmacologica non è efficace o non è ben tollerata. Nella fibrillazione atriale parossistica sintomatica, le attuali linee guida considerano l'ablazione anche come possibile strategia di prima scelta, nell'ambito di una decisione condivisa tra paziente ed elettrofisiologo, senza che sia sempre necessario tentare preventivamente una terapia antiaritmica [1]. Nella fibrillazione atriale persistente l'indicazione deve essere maggiormente individualizzata

Come si svolge l'ablazione?

La procedura viene eseguita in una sala di elettrofisiologia. Attraverso una o più vene femorali vengono introdotti sottili cateteri che raggiungono il cuore. Nella mia attività procedurale gli accessi venosi femorali vengono effettuati sotto guida ecografica. Dopo l'accesso all'atrio sinistro mediante puntura transettale, vengono ricostruite l'anatomia e l'attività elettrica dell'atrio e delle vene polmonari. Si procede quindi all'isolamento elettrico delle vene polmonari mediante la tecnologia ablativa più appropriata per quel paziente.

 
L'ablazione può essere eseguita in sedazione o in anestesia generale, a seconda della tecnologia utilizzata, delle caratteristiche del paziente e del protocollo anestesiologico. Con alcuni sistemi PFA viene frequentemente utilizzata una sedazione profonda o l'anestesia generale. 

PFA: che cos'è la Pulsed Field Ablation?
 
La Pulsed Field Ablation (PFA), o ablazione a campo elettrico pulsato, è una tecnologia sviluppata specificamente per l'ablazione cardiaca che utilizza impulsi elettrici di brevissima durata e alta intensità.
Questi impulsi determinano una elettroporazione irreversibile delle membrane cellulari, consentendo di creare lesioni nel tessuto miocardico senza utilizzare principalmente la classica energia termica tramite radiofrequenza o crioablazione. La particolare sensibilità del tessuto cardiaco ai campi elettrici utilizzati dalla PFA permette una maggiore selettività dell'ablazione rispetto ad alcune strutture circostanti, come esofago, vene polmonari e nervo frenico.
Il documento scientifico internazionale sulla PFA pubblicato nel 2026 dalla società europea di Aritmologia [1,2,3] considera la PFA un'importante evoluzione dell'ablazione della FA; i trial randomizzati mostrano efficacia almeno comparabile alle tecniche termiche, procedure generalmente più rapide e un profilo favorevole per alcune complicanze legate ai tessuti extracardiaci.
 
PFA o radiofrequenza: quale tecnica è migliore?
Non esiste una tecnologia migliore in assoluto per tutti i pazienti. La PFA e la radiofrequenza utilizzano meccanismi differenti, ma entrambe possono essere impiegate efficacemente per ottenere l'isolamento delle vene polmonari.
La Pulsed Field Ablation (PFA) è una tecnica prevalentemente non termica e, negli studi più recenti, si associa generalmente a tempi procedurali più brevi e a un profilo favorevole per alcune complicanze extracardiache, in particolare quelle che possono interessare esofago, vene polmonari e nervo frenico.
La radiofrequenza utilizza invece energia termica per creare lesioni nel tessuto cardiaco. È una tecnologia con oltre vent'anni di esperienza clinica e offre una notevole flessibilità nella costruzione di lesioni personalizzate, caratteristica particolarmente utile quando, oltre all'isolamento delle vene polmonari, è necessario trattare altri substrati aritmici.
Le evidenze disponibili indicano che, nella fibrillazione atriale, la PFA può ottenere risultati clinici comparabili alle tecniche termiche tradizionali. La scelta tra PFA e radiofrequenza dipende quindi dal tipo di fibrillazione atriale, dall'anatomia del paziente, dal substrato atriale, dagli eventuali target aggiuntivi e dalla strategia procedurale ritenuta più appropriata dall'elettrofisiologo.

PFA nella fibrillazione atriale parossistica e persistente

I migliori risultati dell'ablazione si hanno nella fibrillazione atriale parossistica, nella quale l'isolamento delle vene polmonari costituisce generalmente il target principale.

L'ablazione viene utilizzata anche nella fibrillazione atriale persistente. Nelle forme iniziali, con limitato rimodellamento atriale, il solo isolamento delle vene polmonari può rappresentare una strategia appropriata. Nelle forme più avanzate, invece, può essere necessario considerare una strategia più complessa e personalizzata: le evidenze relative all'ablazione di target aggiuntivi sono ancora in evoluzione.

Il target dell'ablazione è ridurre significativamente la frequenza e il carico delle recidive, migliorare i sintomi e la qualità di vita.

La probabilità di successo dipende da numerosi fattori: fibrillazione atriale parossistica o persistente, durata della malattia, dimensioni e rimodellamento dell'atrio sinistro, obesità, apnee notturne, ipertensione, consumo di alcol e altre comorbidità. Una parte dei pazienti può presentare recidive e, in alcuni casi, può essere indicata una seconda procedura.

Nei principali studi contemporanei, a un anno dall’ablazione con PFA circa l’80% dei pazienti con fibrillazione atriale parossistica risulta libero da recidive di aritmie atriali dopo una singola procedura [3,4,5]. Nella fibrillazione atriale persistente i risultati sono generalmente inferiori, indicativamente nell’ordine del 65–70% [3,6]. Le percentuali variano in base alle caratteristiche dei pazienti, alla tecnologia utilizzata, alla definizione di successo e all’intensità del monitoraggio.

Possibili complicanze

L'ablazione della fibrillazione atriale è una procedura consolidata, ma come ogni intervento invasivo comporta possibili complicanze. Tra quelle rilevanti, seppure poco frequenti, vi sono complicanze vascolari nella sede di accesso, versamento pericardico o tamponamento cardiaco, eventi tromboembolici o cerebrovascolari e altre complicanze legate all'accesso e alla manipolazione dei cateteri.

Le tecniche termiche presentano inoltre rischi specifici, molto rari, come danno esofageo, stenosi delle vene polmonari o lesione del nervo frenico. La PFA ha mostrato un profilo particolarmente favorevole nei confronti di alcune di queste lesioni extracardiache. Restano tuttavia possibili le complicanze comuni a tutte le procedure transcatetere e sono state descritte complicanze specifiche della PFA, come spasmo coronarico ed emolisi, raramente associata a danno renale. La sicurezza dipende anche dalla tecnologia utilizzata e dall'esperienza dell'équipe.

Quanto dura la procedura e quanto dura il ricovero?

La durata varia in base alla tecnologia utilizzata e alla complessità dell'ablazione. In generale la durata si aggira tra le 1-3 ore. Le procedure PFA sono generalmente più rapide rispetto alle tecniche termiche, anche se non esiste una durata uguale per tutti i pazienti. In assenza di complicanze, l'osservazione dopo la procedura è relativamente breve e molti pazienti vengono dimessi entro il giorno successivo. In pazienti selezionati e con protocolli dedicati è possibile anche la dimissione in giornata, ma la gestione viene sempre individualizzata.

Cosa succede dopo l'ablazione?

Dopo la dimissione viene programmato un follow-up aritmologico. Nelle prime settimane possono verificarsi episodi transitori di palpitazioni o aritmie senza che ciò significhi necessariamente che la procedura non abbia avuto successo. Il controllo successivo può comprendere ECG, monitoraggio Holter o altri sistemi di registrazione del ritmo, in funzione della situazione clinica.

Dopo l'ablazione si può sospendere l'anticoagulante?

Non automaticamente. Dopo l'ablazione della fibrillazione atriale è raccomandata anticoagulazione terapeutica per almeno i primi due mesi. Successivamente, l'eventuale prosecuzione o sospensione dipende principalmente dal rischio tromboembolico individuale e non semplicemente dal fatto che l'ablazione sembri avere eliminato l'aritmia.

Ablazione della fibrillazione atriale a Firenze

Il Dr Andrea Bernardini è Cardiologo ed Elettrofisiologo e si occupa della diagnosi e del trattamento interventistico delle aritmie cardiache e della fibrillazione atriale.

La valutazione aritmologica pre-procedurale può essere effettuata presso lo Studio Cardiologico di Via Jacopo Nardi 30, Firenze oppure presso Villa Donatello (presidio di Sesto Fiorentino). Le procedure di ablazione vengono eseguite nell'area fiorentina presso Villa Donatello, dove utilizzo differenti tecnologie ablative, compresa la PFA, in funzione delle caratteristiche del singolo paziente. Svolgo inoltre attività interventistica in elettrofisiologia presso l'Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.

FAQ sull'ablazione della fibrillazione atriale

L'ablazione può guarire definitivamente la fibrillazione atriale?

  • L'ablazione può ridurre in modo importante le recidive e il carico della fibrillazione atriale, ma non può garantire che l'aritmia non si presenti mai più. Alcuni pazienti possono avere recidive e, in determinati casi, può essere necessaria una seconda procedura.
     

  • Quando conviene fare l'ablazione della fibrillazione atriale?
    L'indicazione dipende dal tipo di fibrillazione atriale, dai sintomi, dalle condizioni cardiache, dalla risposta ai farmaci e dalle preferenze del paziente. Nella fibrillazione atriale parossistica sintomatica l'ablazione può essere considerata anche come trattamento di prima scelta nell'ambito di una decisione condivisa. In generale le evidenze scientifiche mettono in evidenza che prima si esegue la procedura, migliori risultati si hanno a lungo termine. In altre parole, intervenendo precocemente, si evita che l'aritmia si cronicizzi diventando persistente, dunque riducendo le possibilità di un risultato duraturo.
     

  • PFA o radiofrequenza: qual è migliore?
    Non esiste una tecnologia migliore per ogni paziente. La PFA offre tempi procedurali generalmente più brevi e un profilo favorevole per alcune complicanze extracardiache; la radiofrequenza dispone di una lunga esperienza clinica e di grande flessibilità nella costruzione di lesioni personalizzate. La scelta deve essere individualizzata.
     

  • Quanto è efficace l'ablazione?
    Nei principali studi contemporanei, a un anno dall’ablazione con PFA circa l’80% dei pazienti con fibrillazione atriale parossistica risulta libero da recidive di aritmie atriali dopo una singola procedura [3,4,5]. Nella fibrillazione atriale persistente i risultati sono generalmente inferiori, indicativamente nell’ordine del 65–70% [3,6]. Le percentuali variano in base alle caratteristiche dei pazienti, alla tecnologia utilizzata, alla definizione di successo e all’intensità del monitoraggio.
     

  • L'ablazione viene eseguita in anestesia generale?
    Può essere eseguita con sedazione profonda o anestesia generale. La scelta dipende dalla tecnica utilizzata, dalle caratteristiche cliniche e dal protocollo anestesiologico.
     

  • Quanto tempo occorre per tornare alle normali attività?
    In assenza di complicanze la degenza è generalmente breve e la ripresa delle normali attività avviene progressivamente nei giorni successivi, secondo le indicazioni ricevute alla dimissione.
     

  • Dopo l'ablazione posso sospendere l'anticoagulante?
    Non automaticamente. L'anticoagulazione viene generalmente mantenuta per almeno due mesi dopo la procedura; successivamente la decisione dipende soprattutto dal rischio individuale di ictus e tromboembolia.
     

  • Dove posso effettuare una valutazione per ablazione della fibrillazione atriale a Firenze?
    È possibile effettuare una visita aritmologica con il Dr Andrea Bernardini presso lo studio di Via Jacopo Nardi 30 a Firenze o a Villa Donatello a Sesto Fiorentino per valutare la diagnosi, la terapia in corso e l'eventuale indicazione ad ablazione transcatetere.

Approfondimenti sull’ablazione della fibrillazione atriale

Per chi desidera approfondire alcuni aspetti specifici dell’ablazione della fibrillazione atriale, sono disponibili anche questi articoli:

Contenuto medico a cura del Dr Andrea Bernardini, MD, PhD
Cardiologo, Aritmologo ed Elettrofisiologo. Ultimo aggiornamento: settembre 2026

Riferimenti principali

  1. 2024 ESC Guidelines for the Management of Atrial Fibrillation

  2. 2024 EHRA/HRS/APHRS/LAHRS Expert Consensus Statement on Catheter and Surgical Ablation of Atrial Fibrillation

  3. 2026 EHRA/HRS/APHRS/LAHRS/CHRS Scientific Statement on Pulsed Field Ablation

  4. ADVENT Trial – New England Journal of Medicine, 2023

  5. MANIFEST-PF Registry – Circulation, 2023

  6. EU-PORIA Registry – Europace, 2023

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Cardiologo a Firenze - Cardiologist in Florence
Dr. Andrea Bernardini

Cardiologo specializzato in Aritmologia ed Elettrofisiologia a Firenze. Diagnosi e trattamento delle aritmie cardiache, fibrillazione atriale, tachicardie ed extrasistolie; valutazione per studio elettrofisiologico, ablazione transcatetere tramite PFA, pacemaker e defibrillatori.

English-speaking Cardiologist & Electrophysiologist in Florence, Italy. Focus on Arrhythmia treatment and  cardiac prevention

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