Semaglutide: un nuovo alleato contro la Fibrillazione Atriale?
- drabernardini
- 16 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 18 gen
La semaglutide (nomi commerciali Wegovy o Ozempic) è oggi uno dei farmaci più efficaci per la gestione del sovrappeso, dell’obesità e del diabete di tipo 2. I suoi benefici (fonti trial randomizzati SELECT e SOUL) sono ben noti:
significativa riduzione del peso corporeo,
miglioramento della glicemia
diminuzione del rischio cardiovascolare (infarto, ictus, insufficienza cardiaca)
Negli ultimi anni, però, la ricerca scientifica ha evidenziato un aspetto molto importante anche per chi soffre — o rischia di soffrire — di fibrillazione atriale (FA).
Semaglutide e fibrillazione atriale: cosa dicono i recenti studi?
La fibrillazione atriale è una delle aritmie più comuni e l’incidenza aumenta in pazienti con:
sovrappeso o obesità
diabete
apnee notturne
ipertensione arteriosa
Tuttavia, recenti studi e metanalisi, hanno mostrato che la semaglutide può ridurre il rischio di sviluppare fibrillazione atriale e, nei pazienti che hanno già eseguito un’ablazione, può diminuire il rischio di recidiva.
Perché?
La semaglutide agisce su vari meccanismi che favoriscono la FA:
riduce il peso corporeo e soprattutto il grasso viscerale e pericardico, noto per favorire l’infiammazione attorno agli atri;
migliora la glicemia e riduce l’infiammazione sistemica;
abbassa la pressione e migliora la funzione cardiovascolare complessiva.
In parole molto semplici, la semaglutide “rende il terreno meno fertile” per l’insorgenza o il mantenimento dell’aritmia.

Cosa significa per chi ha già avuto episodi di fibrillazione atriale?
Per i pazienti che hanno già sofferto di FA — soprattutto se in sovrappeso o con diabete — la semaglutide può rappresentare un aiuto aggiuntivo per:
ridurre le probabilità di nuovi episodi
migliorare l’efficacia di un’ablazione
ridurre il rischio cardiovascolare nel lungo termine
Naturalmente la semaglutide non sostituisce i trattamenti classici dell’aritmia (farmaci antiaritmici, ablazione, controllo dei fattori di rischio), ma può essere integrata in un percorso personalizzato.

Conclusioni
Oggi sappiamo che la semaglutide non è solo un “farmaco per perdere peso”.Il suo impatto positivo sul metabolismo e sull’infiammazione si traduce in benefici diretti anche per il cuore, incluso un minor rischio di fibrillazione atriale, sia nei pazienti che non l’hanno mai avuta, sia in quelli già trattati con ablazione.
Se desideri approfondire il tuo profilo di rischio cardiometabolico o discutere se la semaglutide possa essere appropriata nel tuo percorso clinico, considera una consulenza specialistica con un Cardiologo Aritmologo a Firenze.




