Ablazione della fibrillazione atriale: PFA (Pulsed Field Ablation) Vs. Radiofrequenza
- drabernardini
- 3 giorni fa
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L’ablazione transcatetere della fibrillazione atriale (FA) è oggi una procedura consolidata ed efficace per il controllo dell’aritmia, in particolare nei pazienti sintomatici o in quelli che non tollerano o non rispondono adeguatamente alla terapia farmacologica. Negli ultimi anni si è affermata una nuova tecnologia, la PFA (Pulsed Field Ablation), che si affianca alle tecniche tradizionali basate su radiofrequenza.
Molti pazienti mi chiedono: qual è la migliore tecnologia? La risposta corretta è più articolata e dipende dal singolo caso clinico.
PFA: l’ultima evoluzione tecnologica nell’ablazione della FA
La PFA utilizza impulsi elettrici ad alta intensità che determinano una elettroporazione irreversibile delle cellule cardiache, creando lesioni non termiche. In altre parole si creano brevissimi e potentissimi impulsi elettrici che portano alla necrosi di cellule selezionate all’interno del cuore. Questo meccanismo rappresenta una differenza sostanziale rispetto alla radiofrequenza, che permette l’ablazione tramite energia termica.
Proprio per questo motivo, la PFA è considerata l’ultima innovazione nel campo dell’ablazione della fibrillazione atriale ed è oggetto di grande interesse scientifico e clinico.

Sicurezza: un lieve vantaggio
I dati più solidi disponibili indicano che la PFA presenta un profilo di sicurezza favorevole, con un rischio ridotto di danno ai tessuti extracardiaci (esofago, nervo frenico, ridotto rischio di stenosi delle vene polmonari).
Studi randomizzati (es ADVENT TRIAL, NEJM 2023) e studi di registro (es. MANIFEST, Circulation, 2023) hanno dimostrato una sicurezza non inferiore rispetto alla radiofrequenza.
In alcuni ambiti specifici (lesioni esofagee, stenosi delle vene polmonari) emerge un lieve vantaggio rispetto alla radiofrequenza, aspetto legato alla selettività tissutale della PFA.
In sostanza, è corretto parlare di un vantaggio lieve ma concreto in termini di sicurezza della procedura, soprattutto nei centri con esperienza dedicata.
Efficacia: risultati sovrapponibili alla radiofrequenza
Dal punto di vista dell’efficacia clinica, la PFA si è dimostrata non inferiore alla radiofrequenza nel mantenimento del ritmo sinusale, in particolare nei pazienti con fibrillazione atriale parossistica (ADVENT TRIAL, NEJM 2023)
In altre parole:
PFA e radiofrequenza hanno oggi un’efficacia comparabile, almeno nel breve-medio termine.
Non esistono evidenze solide che dimostrino una superiorità netta della PFA in termini di successo clinico globale.
Sedazione e anestesia: un aspetto spesso sottovalutato
Un punto pratico molto importante riguarda la gestione anestesiologica.
La PFA:
richiede una sedazione profonda
in molti centri viene eseguita in anestesia generale
Questo aspetto la differenzia dalla radiofrequenza, che può essere eseguita più spesso in sedazione cosciente. La scelta ha implicazioni organizzative e deve essere valutata attentamente, soprattutto nei pazienti con comorbidità. La necessità di anestesia generale o di sedazione profonda incrementa la complessità della procedura.
Tempi procedurali: PFA più rapida
Uno dei vantaggi più evidenti della PFA è la riduzione dei tempi procedurali. L’isolamento delle vene polmonari risulta spesso più rapido rispetto alla radiofrequenza, grazie a un approccio più standardizzato e un workflow più fluido. Questo non significa automaticamente “procedura migliore”, ma rappresenta un elemento pratico favorevole.
FA parossistica vs FA persistente: come cambia lo scenario
Fibrillazione atriale parossistica: È il contesto in cui la PFA ha oggi le evidenze più robuste: in questo setting, i vantaggi della PFA sono chiari e ben documentati.
Fibrillazione atriale persistente: Nella FA persistente il discorso è più complesso:
spesso sono necessari target di ablazione aggiuntivi
la strategia deve essere personalizzata sul substrato aritmico
Attualmente, la PFA offre meno possibilità di personalizzazione rispetto alla radiofrequenza, che consente un approccio più modulabile. Per questo motivo, servono ulteriori dati per definire il reale vantaggio della PFA nelle forme persistenti.
PFA vs radiofrequenza: pro e contro in sintesi
PFA: maggiore sicurezza teorica, tempi procedurali più brevi, efficacia sovrapponibile, ma minore personalizzazione e necessità più frequente di sedazione profonda o anestesia generale.
Radiofrequenza: elevata efficacia consolidata, maggiore flessibilità strategica (soprattutto nelle FA persistenti), ma con un profilo di safety leggermente meno favorevole (seppur mantentendo un tasso di complicanze bassissimo). Va inoltre considerato che il termine "PFA" comprende una famiglia eterogenea di cateteri e sistemi ablativi, sviluppati da aziende diverse e basati su soluzioni tecniche non sovrapponibili. Tali differenze possono tradursi in variazioni rilevanti nelle strategie di impiego, nei profili di sicurezza e negli outcome procedurali.
La conclusione più importante per il paziente
Non esiste una fonte di energia “migliore in assoluto” per l’ablazione della fibrillazione atriale. Esiste invece la strategia migliore per quello specifico paziente.
Per questo è fondamentale affidarsi a un Cardiologo Aritmologo: Il percorso decisionale dovrebbe sempre partire da una valutazione specialistica, che permetta di integrare caratteristiche cliniche, tipo di fibrillazione atriale ed evidenze scientifiche, al fine di individuare la strategia più adatta al singolo caso.
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